Scelti da Voi

Eccoci qui, a 10 minuti dall’inizio della Premiazione del Corcorso di quest’anno, a dare i risultati del premio collaterale che vi vede protagonisti più che mai.

Congratulazioni a Claudio Pompeo, Cesare Baldassin e Maria Grazia Comand!

Come l’anno scorso, vi allego l’elenco per numero e quello per voti.

scelti dal pubblico_numero

scelti da pubblico_ordine

Al prossimo anno o a fra 5 minuti ^^

Ljn

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Di Favole e Nebbia

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Gian Manet – Autunno

Il silenzio regna sovrano, nella favola grigia che è questa foresta incantata.

L’ambientazione, la storia che lega tutto, il singolo episodio narrato: tutto si srotola come inchiostro sulla carta, attraverso ampie campate di colore, pennellate spesse e lente, particolari nervosi ed aggraziati.

“C’era una volta”, e dal bianco, uno sbuffo di grigio prende forma, “tanto, tanto tempo fa”, un tocco di acciaio avanza manipolando la nebbia in un ramo, “una foresta incantata …” e sprazzi di colore corrono pigramente a creare corteccia, e ramoscelli e piccole escrescenze di foglioline e teneri fiori.

In questa foresta, vivono le Fate, riluttanti e indifferenti al mondo degli uomini.

In questa foresta, scorrazzano un ragazzino avventuroso e i suoi amici, intenti ad inventare nuove storie in cui gettarsi a capofitto.

In questa foresta vive un mostro, rabbioso e spietato, e così triste e solo che niente e nessuno potrà mai avvicinarsi abbastanza da comprenderlo, in mezzo a tutta quella nebbia.

In questa foresta viviamo noi, isolati nel nostro piccolo Eden pieno di luci ed ombre, struggendoci per continuare a rimanere all’interno del nostro nido sicuro, e allo stesso tempo desiderando, desiderando, desiderando di poter saziare la curiosità che ci guida e spinge.

Tra una pennellata e l’altra, la favola si srotola dinnanzi a noi, sempre diversa nella sua ombrosa chiarezza. Nessuna figura è lì a suggerirci trame, siamo solo noi e il colore. Un colore delicato e ambiguo, dettagli disegnati da tocchi che sono parole di una favola tutta da scrivere.

Stampe, stampini e deplian

Siamo qui in questo giorno di (quasi) festa per celebrare l’unione del mio cervello di gruviera con il suo dimenticato calendario. Chi è a favore, si adoperi a riempire i buchi con riso e date. Grazie.

Salve, popolo. Qualche giorno di amnesia e molte dosi di sciroppo e pastiglie per l’influenza fa, sono inciampata nel catalogo della Mostra. Dopo di che, ho corretto il catalogo della Mostra, ho spedito il catalogo della Mostra, ho scritto per la Mostra, corretto per la Mostra e poi … messo a riposare tutta la Mostra fino a che non avessi deciso il quadro da condannare alle mie parole.

Oggi mi sono resa conto di aver dimenticato il minuscolo particolare di PUBBLICARE, il catalogo della Mostra.

… Ehm. Sorry?

Catalogo Mostra 2017

Per farmi perdonare, vi lascio un’altra informazione: quest’anno abbiamo deciso di allestire una piccola personale dell’artista che ha vinto la passata edizione del Premio di Pittura, con la speranza di poterne fare una tradizione, negli anni a venire. Abbiamo quindi chiesto a Isidoro Busana la disponibilità a fornirci alcune sue opere e impostato un piccolo deplian di presentazione di tale artista, che molti di voi già sicuramente conoscono, essendo lui un esperto artista. La Dottoressa Alban presenterà questa piccola chicca domenica pomeriggio, quindi se volete partecipare anche ad una pregevole dissertazione con un raffinato critico, il suggerimento è di svolazzare da quelle parti ad un’ora decente.

Personale Isidoro Busana_esterno

Personale Isidoro Busana_ interno

Casualmente, oggi mi sono imbucata di nascosto (…) alla Mostra e ho trafugato le immagini di qualche altro quadro che ne farà parte. Le foto non sono spettacolari, ve lo concedo, ma credo rendano comunque l’idea di quali meraviglie potrete ammirare da sabato prossimo.

E non state a dirmi che non sapete cosa accade sabato prossimo perchè vi scomunico e butto giù per un fosso pieno di fango.

Ah, devo sottolineare il fatto che la personale non sarà di quadri appoggiati al pavimento, o lo avevate intuito? Immaginavo.

PS. Il catalogo di tutte le opere partecipanti al Concorso dovrà aspettare, perchè non abbiamo ricevuto molte foto da voi, e per fare quelle che mancano e renderle migliori di quelle che ho pubblicato qui sopra, ci vorrà tempo e pazienza, quindi non trattenete il fiato, ok?

Verbale della Giuria

PRO LOCO CORDIGNANO

con il Patrocinio di:

Regione del Veneto

Provincia di Treviso

Comune di Cordignano

Comitato Pro Loco UNPLI Veneto

Comitato Pro Loco UNPLI Treviso

Consorzio Pro Loco Prealpi

Comunità Montana delle Prealpi Trevigiane

ed il contributo di:

Comune di Cordignano

28° PREMIO NAZIONALE DI PITTURA

“PIERO DELLA VALENTINA”

25° PREMIO NAZIONALE DI GRAFICA

“COMUNE DI CORDIGNANO”

15° PREMIO NAZIONALE DI ACQUERELLO

 

VERBALE DELLA GIURIA

Il giorno diciotto del mese di ottobre dell’anno duemiladiciassette, alle ore 09.00, si è riunita a Cordignano TV presso la sede del concorso, la Commissione Giudicatrice del 28° Premio Nazionale di Pittura “Piero Della Valentina”25° Premio Nazionale di Grafica “Comune di Cordignano”15° Premio Nazionale di Acquerello composta da:

FRANCESCA BABONI – Storico e Critico d’arte – Correggio (RE)

SAVERIO SIMI DE BURGIS – Storico e Critico d’arte – Venezia (VE)

LORENA GAVA – Storico e Critico d’arte – Vittorio Veneto (TV)

 

La Commissione ha visionato i 180 dipinti presentati da altrettanti Autori al 28° Premio Nazionale di Pittura “Piero Della Valentina”.

Dopo attento esame, la Commissione ha selezionato 34 opere ritenute degne di riconoscimento, procedendo all’assegnazione dei premi nel seguente ordine:

1° PREMIO – all’opera n°154 dal titolo “Insegnami a cantare canzoni di libertà” di TAMARA ZAMBON – Fontanafredda (PN) – con la seguente motivazione: “L’opera evidenzia un suggestivo taglio compositivo che mette in luce un’intrigante soluzione cromatica capace di sottolineare evocativi passaggi che portano dal particolare alla rappresentazione finale, inserendosi in termini adeguati e consoni nella ricerca contemporanea.”

2° PREMIO – all’opera n°63 dal titolo “Venezia 2017” di MARCO ROSELLINI – Conegliano (TV) – con la seguente motivazione: “Il soggetto rivela un virtuosismo iperrealistico di poetica e intima suggestione. Interessante la definizione dei dettagli e la tecnica utilizzata, così vicina alle soluzioni fotografiche.”

3° PREMIO – all’opera n°169 dal titolo “Gocce di rugiada” di CONCETTA DAIDONE           – Pineto (TE) – con la seguente motivazione: “Interessante composizione tra figurazione e astrazione giocata in un equilibrio formale e cromatico che evidenzia citazioni trascorse, riattualizzate in una ricerca originale.”

4° PREMIO – ex aequo – alle opere:

n°14 dal titolo “Verso il paese” di CLAUDIO POMPEO – Colfosco (TV) – con la seguente motivazione: “Pregevole il taglio compositivo e l’orchestrazione cromatica ben amalgamata intorno al soggetto rappresentato.”

n°115 dal titolo “Area pedonale” di ROBERTO VETTORETTI – Conegliano (TV) – con la seguente motivazione: “Immagine di forte e suggestivo impatto realistico, ben costruito nei rapporti tra le figure e gli spazi urbani.”

n°140 dal titolo “Trasparenze” di FLAVIA FORLIN (in arte FLALIN) – Cison di Valmarino (TV) – con la seguente motivazione: “Minuzioso iperrealismo che si manifesta con più evidenza nelle trasparenze del vetro in primo piano.”

n°148 dal titolo “Sotto passaggio” di CIRILLO MURER – Quinto di Treviso (TV) – con la seguente motivazione: “Notevole l’equilibrio compositivo risolto con sobrietà e precisione cromatica.”

n°163 dal titolo “Nel silenzio” di NEVIO CANTON – Fiume Veneto (PN) – con la seguente motivazione: “Fresca la restituzione di un soggetto che si muove tra figurazione e pittura informale- gestuale.”

5° PREMIO – ex aequo – alle opere:

n°21 dal titolo “Improvvisazioni Jazz” di PIER GIORGIO GASPAROTTO – Mogliano Veneto (TV) – con la seguente motivazione: “Il soggetto rivela aspetti sinestetici tra la resa coloristica e l’evocazione sonora.”

n°152 dal titolo “Picahuho” di DONATELLA NARDARI – Brits (Sudafrica) – con la seguente motivazione: “I rimandi alle citazioni care alla storia dell’arte sono risolti in una apprezzabile chiave contemporanea.”

 

La TARGA della PROVINCIA DI TREVISO – Premio speciale della Giuria – è stata assegnata all’opera n°165 dal titolo “Classik” di MOHAMED ROUHANI (in arte FENEK)Jolanda di Savoia (FE)con la seguente motivazione: “L’opera si inserisce nel filone new pop contemporaneo che mette insieme l’attrazione del cartoon con colori forti e decisi.”

 

Sono state inoltre SEGNALATE le opere:

n°86 dal titolo “Valico ad Est” di VALENTINO VIDOTTI – Tarcento (UD)

n°95 dal titolo “Barche barchette ecc.” di DIEGO D’AMBROSI – Casale sul Sile (TV)

n°121 dal titolo “Ultimi bagliori” di VALTER ZARAMELLA – Cordenons (PN)

n°141 dal titolo “Il rustico e la villa” di LINO CARRARETTO – Casale sul Sile (TV)

n°173 dal titolo “Flavia” di SERENA COMAR – Bagnaria Arsa (UD)

n°180 dal titolo “Senza titolo ” di CESARE BALDASSIN – Cordignano (TV)

 

Della rosa delle opere scelte dalla giuria fanno parte anche le opere:

n° 2, 3, 30, 37, 39, 72, 75, 81, 88, 99, 108, 112, 130, 135, 138, 157, 176

 

La Commissione ha preso in esame successivamente le 60 opere partecipanti al 15° Premio Nazionale di Acquerello, selezionando 13 opere tra le quali ha scelto i premi in quest’ordine:

1° PREMIO all’opera n°9 dal titolo “Visioni urbane” di SONIA BOMBEN – Porcia (PN) – con la seguente motivazione: “L’opera vanta una sicura padronanza tecnica ed una originale scelta del soggetto, nutrito di trapassi e sfumature cromatiche decisamente riuscite.”

2° PREMIO all’opera n°57 dal titolo “Amiche” di MARIA GRAZIA COMAND – Pozzuolo del Friuli (UD) – con la seguente motivazione: “La tecnica a macchie costruisce figure in una rappresentazione proporzionata e suggestiva tra pieni e vuoti.”

 

Le opere SEGNALATE per questa sezione sono:

n°1 dal titolo “L’albero” di MARIA CECILIA DA PRÀ – Vittorio Veneto (TV)

n°8 dal titolo “Oblio” di SONIA BOMBEN – Porcia (PN)

 

Della rosa delle opere scelte dalla giuria fanno parte anche:

n°2, 5, 13, 17, 23, 27, 29, 38, 44

 

La Commissione ha quindi esaminato le 45 opere partecipanti al 25° Premio Nazionale di Grafica “Comune di Cordignano”, selezionando 23 opere tra le quali ha scelto i premi in quest’ordine:

1° PREMIO all’opera n°34 dal titolo “Percorso in_quieto” di GABRIELE BORDIGNON – Tezze sul Brenta (VI) – con la seguente motivazione: “L’opera mette in luce una sicura padronanza tecnica nell’utilizzo dell’incisione e rivela una originale visione compositiva fortemente attuale.”

2° PREMIO all’opera n°5 dal titolo “Senza Titolo” di ERIC BOLZAN – Orsago (TV) – con la seguente motivazione: “Interessante e coinvolgente iperrealismo risolto in termini grafici, spaziali e chiaroscurali.”

La Commissione ha deciso di premiare con una SEGNALAZIONE PARTICOLARE le opere:

n°9 dal titolo “Ordnungspolizei” di TIZIANO TOSCANI – Cordignano (TV) con la seguente motivazione “Notevole risoluzione tecnico-incisoria di un rimando storico-fotografico.”

n°24 dal titolo “Linco” di ALEX ALTINIER – Cordignano (TV) con la seguente motivazione “Inedita soluzione metamorfica di un soggetto incisorio.”

n°27 dal titolo “Beatrice” di CHIARA ZHANG – Vittorio Veneto (TV) con la seguente motivazione “Notevole qualità virtuosistica degna di nota e di buon auspicio per il futuro.”

 

Sono state inoltre SEGNALATE le opere:

n°4 dal titolo “Plasma n°2” di SONIA BOMBEN – Porcia (PN)

n°42 dal titolo “Passeggiata” di MARTA NATURALE – Noale (VE)

 

Della rosa delle opere scelte dalla giuria fanno parte anche:

n°1, 3, 6, 8, 10, 11, 14, 15, 19, 20, 21, 22, 23, 25, 35, 43

 

La Giuria è unanime nel ritenere un buon livello qualitativo delle opere esposte, pur nella uniformità di alcuni soggetti ricorrenti. In particolare, la sezione dedicata alla Grafica rivela una certa originalità e soluzioni tecnico-stilistiche degne di nota.

 

La Commissione Giudicatrice chiude i lavori alle ore 12.30.

Letto, approvato e sottoscritto.

FRANCESCA BABONI

SAVERIO SIMI DE BURGIS

LORENA GAVA

 

Cordignano, 18 ottobre 2017

Italia, Italia, Italia

Quando ero piccola, i miei genitori mi trascinavano sempre, una volta l’anno, ad un campo scout. Mio padre era capo scout e faceva giocare i ragazzi assicurandosi che non si facessero male nel frattempo, e mia madre gestiva la baracca. Come adesso, insomma.

Questo per dire … che mi si è suggerito di essere “concisa”, la prossima volta che aggiornavo il sito.

Sì, ridete pure, vi do il mio permesso. D’altronde, ho riso anche io in faccia al Presidente quando lo ha “suggerito”, poi gli ho detto di arrangiarsi se non gli stava bene quanto scrivevo.

Dato che sono qui e che sto sproloquiando gioiosamente, e che (per la cronaca) ho intenzione di farlo a lungo prima di arrivare al punto, immaginerete benissimo chi continuerà a non essere concisa nelle belle terre di Cordignano.

Allora.

Il Titolo di questo post e il mio racconto dei tempi passati hanno un perché. Voi sapete benissimo che anche la cosa più bizzarra che digito in questo rettangolo di mondo virtuale ha un perché.

Spero.

… Lo sapevate vero?

Durante i campi scout si faceva (fa?) l’alzabandiera e, all’urlo “San Giorgio, San Giorgio, San Giorgio!”, il popolo sull’attenti ribatteva (ribatte?) “Italia, Italia, Italia!”. Ora, al di là del fatto che gli scout inneggiano a San Giorgio perché è il loro santo patrono e che Italia è … beh =__= …  Al di là, dicevo, il precedente mio post, in cui vi ho sfornato il bando di concorso della prossima, imminente edizione del Premio di Pittura, Grafica ed Acquerello era intitolato “Premio, Premio, Premio” perciò l’occasione era troppo ghiotta per mancarla.

bandiera-italia

… E sì. Il mio senso dell’umorismo è contorto e acido (e nero, nero, nero), come già sapete con terribile, bellissima precisione (questo lo do per assodato, almeno).

Perciò, “concisa”.

Dunque, riflettiamo.

Wikipedia, santa enciclopedia dei poveri, cita Pulitzer a questo proposito: «Esprimi il tuo pensiero in modo conciso perché sia letto, in modo chiaro perché sia capito, in modo pittoresco perché sia ricordato e, soprattutto, in modo esatto perché i lettori siano guidati dalla sua luce.»

Ora. Mi ci vedete? Ad essere così generosa e altruista da darvi quello che volete subito e su di un piatto d’argento? Fosse almeno la testa di un fastidioso sobbillatore, allora potremmo pure metterci d’accordo, ma un pensiero chiarissimo che guidi come luce? Al massimo posso spegnervi il cerino che avete acceso voi. Molto più divertente e appagante.

Col pittoresco però ci siamo, credo possiamo tutti concordare su di questo.

Ma passiamo oltre.

Il dizionario della Treccani dice (e cito): concio agg. e s. m. [dal lat. concisus, part. pass. di concīdĕre «spezzare», comp. di con– e caedĕre «tagliare»]. – 1. agg. Breve, stringato, senza prolissità nell’espressione e nell’esposizione, detto dello stile, del modo di esprimersi di chi parla o scrive, e anche della persona stessa: lo stile del Machiavelli è c. senza mai essere oscuro; Tacito è uno scrittore c.; rispondi con precisione e cerca di essere conciso; questa prosa, asciutta, precisa e concisa, tutta pensiero e tutta cose (F. De Sanctis). 2. s. m. Volume di consultazione, spec. dizionario e sim., che raccoglie in un limitato numero di pagine una grande massa di informazioni o anche il contenuto di un’opera maggiore e più dettagliata. ◆ Avv. conciaménte, con concisione, con brevità espressiva: parlare, scrivere, riferire concisamente. ◆ Sin. e Contr. asciutto, compendioso, essenziale, laconico, secco, sintetico, stringato, succinto. ↔ ridondante, prolisso, verboso.

Poi di fianco rimanda a breviloquènte che, non so voi, ma a me dà una stretta al cuore e fa venir voglia di loquiare di più per dispetto. Ma questo non è per nessun motivo un breviloquio, quanto piuttosto una dissertazione sul mio essere “concisa”.

Esaminiamo allora un po’ che dice la definizione, e vediamo quanto mi si addica.

“Dal latino spezzare o tagliare”. Mmf. Beh, potrei dire che avere la capacità di tagliuzzare per iscritto una persona o un’idea che mi ha irritato, potrebbe essere anche una delle mie abilità più preziose e meno usate, dato che di solito “quella che dirige la baracca” pone il veto alla prima bozza di molte delle cose che scrivo per interagire col pubblico. Ed anche il concetto di tagliar corto non mi è estraneo. Soprattutto quando taglio corto con faccende che mi infastidiscono e battaglie che non ritengo valgano lo sforzo di litigare (cosa che odio). Se poi andiamo a spiluccare in “caedĕre” e la teniamo sul dialettico per il piacere di dialogare … immagino di poter rientrare, a livello puramente metaforico e con qualche contorsione stilistica di qui e di lì, nella descrizione del lavoro.

Tutta la descrizione … no. Direi di no. Le esemplificazioni neppure (una volta però mi hanno paragonato a Dostoevskij e ai romanzieri russi, se può servire).

… Anche se … in “volume da consultazione” … mmh.

Con “asciutto” e “secco” non vado d’accordo perchè mi piacciono i fiori e la neve. I “compendi” mi hanno sempre fregato agli esami, le poche volte in cui mi sono rivolta a loro, quindi li aborro con sincera “essenzialità”. “Laconico” mi fa venir in mente l’emicrania, perché quando Essa c’è, il suono dei miei stessi pensieri mi fa venir voglia di strozzarmi, quindi evito di formarne di troppo arzigogolati. Il “sintetico” mi fa sudare e preferisco le fibre naturali due volte su due. “Stringato” mi fa venir in mente le scarpe da ginnastica che mi si slacciano sempre e “succinto” (anche accoppiato a “stringato”) altre cose che con la ginnastica … beh, lasciamo perdere che non è il sito adatto.

“Ridondante” lo associo alle campane, e a persone davvero davvero pompose, cosa che io, con tutti i miei difetti, non sono.

“Prolisso” e “verboso”, invece, li trovo interessanti. Uno è l’immagine del tempo che scorre, l’altro l’epitome di ciò che mi piace davvero in tutta questa sciarada di aggiornamenti: il verbo.

E non intendo “la parola di Dio” o l’azione in sè che una persona (o chi per essa) compie, anche se il concetto stesso di azione è estremamente affasciante, quanto la parola stessa.

Questi “post” che io faccio e che voi subite con grazia (il più delle volte) sono in fondo la versione moderna delle lettere antiche. Io comunico e voi assorbite, pensate e nel caso sputate per terra quello che avete letto. Non è più una corrispondenza a doppio senso, questo è vero, ma è comunque una forma di corrispondenza al mondo.

Al giorno d’oggi, esistono diversi mezzi per comunicare velocemente. SMS, whatsap, facebook … sono tutti meravigliosi mezzi di comunicazione, ma vengono con il grande handicap della velocità. Non ci si prende più il tempo di digitare “tredicimiladuecentoventitre” e “perché” e “quando” e “baci”. Si stringe tutto. Si riassume tutto. Tutto viene espresso da un’icona, una contrazione, o un pensiero ermetico.

E badate bene che io, da che ho scoperto gli emoticon, ADORO questa forma di contatto interpersonale. Molto più pratica. Meno odorosa ed ernia-pericolante, concerne meno parole dette e meno interazione nel mondo fisico. Mandi un cagnolino che soffia un cuore e tutti sanno che gli stai inviando il tuo affetto. Sei bloccata nel traffico e hai solo dieci secondi per comunicarlo e con un “rit scs” sei pure stata cortese. Fantastico.

…. A questo proposito … Ci credete che esiste un dizionario di abbreviazioni per sms? Se qualcuno durante una conversazione dovesse scrivermi “bast”, al prossimo incontro si troverebbe la mia mano stampata in faccia e un sibilo di pensare ai propri genitori, cafone, nell’orecchio. Invece dovrebbe aspettarsi il mio non essere per nulla impressionata dal suo romanticismo e di essere ignorato per una settimana.

Ciò non toglie il piacere di una sana conversazione senza abbreviazioni di sorta, e la qualità del lavoro mentale che vi è dietro. Volete mettere un cuoricino con una lettera che ti spiega esattamente come questa persona ti vuole bene e quanto gli importa di te, al punto che è disposta a sedersi e a spendere del tempo per scriverlo in una frase completa se pur corta?

Quello che sto cercando di dire, è che a volte è semplicemente più appagante lasciarsi guidare dalle lettere che ti scivolano dalla tastiera. Per te, e anche per gli altri.

Perciò sì. Prolisso e verboso sono parole che mi piacciono.

Ljn

PS. Questo per dire pure che il motivo di questo post era per farvi sapere che stiamo pensando di creare un catalogo on line di tutte le opere partecipanti al premio, quindi se mi mandate una foto decente (dritta, senza riflessi, in una buona luce e con una buona definizione) del quadro o dei quadri che avete intenzione di iscrivere quest’anno, io avrò meno problemi a inserirla nel contenitore che predisporrò e voi dovrete aspettare meno per criticarlo.

Cuoricini a tutti.

Di nuovo Ljn

Premio, Premio, Premio

E sulle ali di una farfalla …

Nella speranza che non ci sia un qualche effetto catastrofico dall’altra parte del mondo solo perchè la nostra farfalla ha deciso di battere le ali, eccoci qui a presentarvela, bella e colorata come non mai e pronta a vivere una vita ricca di soddisfazioni!

copertina

bando di concorso 2017

scheda_adesione

Ps. Se a qualcuno è venuto in mente che i disastri sono successi effettivamente, e che una farfalla è effimera quanto un soffione, sappiate che questi pensieri non sono assolutamente passati per la mia e che lo negherò fino a quando la mostra sarà finita le farfalle farfallano tutto l’anno e non è dimostrabile che questa nostra sia la responsabile di nulla dato che non ci sono impronte a collegarla a ciò, ed anche che quella di cui sopra dicasi farfalla in 2d. Anche se sfarfalla in giro, è destinata a rimanere eternamente sul suo supporto digital-cartaceo, suvvia … Almeno fino a che non riusciremo a perdere i dati e tutti i volantini saranno marciti per l’esposizione agli elementi e al tempo. Poi ne riparleremo.

copertina

E questo è tutto dal manicomio.

Farfallo e chiudo

Ljn