2008

Locandina Teatro 2008

E all’inizio C’è Goldoni

La stagione teatrale di Cordignano inizia quest’anno all’insegna della tradizione, con una delle commedie più famose della storia del teatro e tra le migliori uscite dalla penna prolifica del suo autore: “La Locandiera” di Carlo Goldoni.
Il testo è talmente noto che quasi non vale la pena parlarne. Quasi, ho detto …
Siamo a Firenze – già si inizia bene, comincio a sentire i primi sospiri di dolce aspettativa – in un giorno qualunque, un anno qualunque. Non è importante, perché non è il tempo il protagonista di questa storia: la vera protagonista è colei che non apparirà se non quando lo decide ella stessa e lo farà per “menare per il naso” i suoi arroganti corteggiatori, così sciocchi da non rendersi conto di avere a che fare con una vera forza della natura: una donna intelligente e vendicativa.
Commedia della piena maturità, rende espliciti i convincimenti illuministici del suo autore senza essere una fredda dissertazione teoretica. In realtà, siamo nel1753, è un testo assai interessante perché dispiega tra le righe una vera novità nella scrittura di teatro: la donna diventa protagonista non solo come graziosa e astuta ochetta, capace di far sorridere ma non in grado di reggere la scena; è qui una femmina all’apice del suo potere, cosciente di questo e in grado di gestirlo al meglio, contro coloro che così stoltamente l’hanno sfidata. Mirandolina è la locandiera che flirta con tutti ma non si concede a nessuno e nel far questo si mantiene dei clienti affezionati senza offendere né cedere nulla.
Ma quando qualcuno si permette di offenderla là dove lei è sempre stata così gentile …
Morale della favola: mai mettersi contro una donna che è in grado facilmente di batterti e di tenerti comunque come cliente.

Tre Marie per una Patrizia

Testo nuovo per vecchi spettatori.
Cosa succederà mai in questa storia di donne, accomunate da esperienze anche tragiche che nella più sincera tradizione femminile fanno comunella per superare le avversità più … divertenti della vita?
Non ve lo dirò mai, anche perché non lo so neppure io. L’unico modo per scoprirlo è venire a Cordignano e vedere la commedia.
D’altra parte sono anche consapevole del fatto che la carota deve essere agitata con un certo garbo, quindi vi renderò partecipi dei pettegolezzi che ho letto su questo testo.
Le mie informazioni mi dicono che è la storia di tre donne scritta da una quarta: Mariagrazia, Annamaria e Mariseta, amiche dall’infanzia, che, rimaste vedove si trovano a fare fronte comune alle avversità della vita e così facendo affrontano una serie di peripezie che porteranno noi a ridere delle loro disgrazie, alla faccia del buon comportamento cristiano che ci portiamo nel sangue. Insomma, direi che si tratta di una bella commedia che rispecchia in pieno i parametri che hanno permesso al suo genere di prolificare e mantenersi nel corso dei secoli.

Ladies and Gentlemen: Mr. Shaw

Scelta inusuale ma non particolarmente sorprendente quella di proporre una delle commedie che più sono entrate nell’immaginario comune come il racconto di una Cenerentola di primi novecento. Mr. Shaw scrive riproponendo il mito classico di Pigmalione nella società del suo tempo, ponendosi in aperta polemica per ribadire un concetto a lui molto caro: l’ipocrisia della comunità è terribile e investe tutti, anche coloro che si pongono in disaccordo con essa.
La commedia narra di un gentiluomo, professore di fonetica, eccentrico al punto che la sua stessa madre lo ha bandito dal suo salotto per i suoi modi assolutamente indegni dell’alta società, che un giorno, chiacchierando con un amico e collega, gli propone una scommessa: trasformare una piccola fioraia in una gentildonna. Da qui l’idea che questa sia una commedia romantica, come è stata trasformata nella versione cinematografica. Il ricco e distinto signore prende sotto la sua ala una povera ragazza e, mentre le insegna ad essere presentabile, si innamora di lei … e vissero tutti felici e contenti …
Niente di più sbagliato. Questa è la storia di un uomo brillante, o meglio di due anche se il secondo è meno stupido, che è talmente interessato a vincere una scommessa e dimostrare di avere ragione, da non accorgersi che sta giocando con la vita di una persona vera, e nel fare questo si dimostra cieco tanto quanto la società che vuole prendere in giro. E quando la ragazza, con la consapevolezza di essere stata usata, si ribella sfruttando al meglio ciò che le ha insegnato, egli cade dalle nuvole e si sente tradito.

Una Gallina coi fiocchi

Il …”pollaio” di Gallina ci porta a Venezia a casa di Rosa e della sua famiglia a cercare di star dietro alle beghe sempre divertenti che il vagamente sadico Giacinto (e tutti coloro che scrivono commedie, se è per questo) ci descrive con gran gusto.
La storia è ambientata poco prima della famosa regata di Canal Grande e coinvolge la famiglia Paneti, barcaioli di professione. Momolo e Bettina hanno due figli, Nane che segue la tradizione familiare, e Marietta, causa involontaria di tutti i guai della sua famiglia; con loro vive anche nonna Rosa che dispensa saggi consigli anche se con poco successo. “L’inizio della fine” sarà quando sulla strada di Marietta apparirà come una mosca molesta Carlo, innamorato ricambiato della giovane che la aiuterà a portare il caos nella vita serena e tranquilla della sua famigliola: questo perché l’avaro nonno di Carlo, Bortolo, non ne vuole sapere del fidanzamento del nipote e farà di tutto per comprometterlo. Senza sapere che l’agguerrita nonna dall’altra parte della barricata, pronta a difendere a spada tratta la nipotina, è una sua vecchia conoscenza …
I personaggi, gestiti dallo scrittore con intelligenza e sense of humor decisamente spiccato, sono indagati come interessanti prototipi degli effetti che le contraddizioni insite nell’uomo portano all’uomo stesso e cosa questi effetti causano senza neppure un intervento esterno troppo brutale. È, in pratica, l’esemplificazione della legge della distribuzione della forza di Newton. La vicenda, apparentemente semplice, si complicherà fino ad arrivare a dimensioni quasi apocalittiche che noi spettatori ci potremo godere senza tutte le conseguenze che invece colpiranno i personaggi. Poveri loro per divertimento nostro.
Post Scriptum. Dimenticavo di rassicurarvi: questa è una commedia e, si sa, come tale va a finire bene!

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