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Spari nel buio

Brutto caso per il detective della omicidi di Cordignano Marzio Teatrato.

Dopo essere stata asfissiata quasi fatalmente da un raffreddore spietato, la cronista di rosa della testata giornalistica “Pro Loco Cordignano” è rimasta vittima di un brutto caso di influenza-sputa-polmoni, che ha compromesso le vie aeree già pesantemente provate chiudendo definitivamente l’afflusso di ossigeno al cervello della poveretta, risultando in una morte annunciata in 4 stagioni.

Il primo tentativo per trovare l’assassino dell’intelletto da tempo bacato ma ancora non completamente manchevole della poveretta, sarà tenuto questa sera, con una seduta spiritica dove si sparerà sul pubblico. La speranza è di colpire il colpevole giusto.

Tutti coloro che portano colpe addosso in forma di pietre o quel che è, sono invitati a partecipare. A tutti gli altri, buona fortuna e che la mira sia pessima. O che siate veloci a schivare, insomma.

La Fu.

 

Questo per dire che oggi comincia la Stagione Teatrale e io sono una comparsa scomparsa dalle scene che non ha più speranze di ritrovare la via verso la sala.

Stasera vedrete rappresentato:

SPARI NEL BUIO

di Giuliana Artico, da un’idea di Woody Allen, regia di Roberto Eramo e Giuliano Zannier

Non è un giallo ma sfrutta con leggerezza qualcuno dei suoi ingredienti. Se vi piace il gioco del Teatro nel Teatro, sarà pane per i vostri denti. Racconta di una compagnia teatrale che non trova finanziatori per il suo spettacolo e di una giovane attricetta in cerca della sua grande occasione. Si ride e si sorride ma anche la vita, quella vera, entra per un momento in scena.

Biglietteria aperta dalle 20.15

Interi 7,00 €

Ridotti 5,00 €

Lo spettacolo inizia alle 21.00 e ricordate che chi prima arriva meglio alloggia.

Buon divertimento!

L’usignolo che non c’è

Romano Bertelli
– Incontri in golena –

Bertelli - Incontri in golena

 

Come si astrae un oggetto?

Attraverso l’eliminazione del superfluo fino a giungere al cuore di ciò che si desidera sintetizzare, e con un segno, un colore o una forma, renderne il significato profondo.

Facile? Per niente, chiedete a Kandinsky. E Mondrian. E ad un sacco di altre brave persone molto intelligenti (e molto morte) che a loro tempo avevano capito che l’arte figurativa come era sempre stata fino a loro, non aveva ancora esplorato fino in fondo i confini della geometria e, appunto, dell’astrazione. Che poi si possa andare a questionare sull’astrazione matematica e sui risultati, estetici e di gusto, e le relazioni tra l’astrattismo e il cubismo, tanto per nominare una corrente post impressionista a caso e pescare quella che più analizza lo spazio, piuttosto che i fauve o i futuristi, o gli stessi puntinisti per esempio, dato che in ogni “stile” esiste un certo margine di astrazione della realtà … beh, non è comunque questa la sede adatta e io non sono la persona per voi. Ma l’idea, in sé, è geniale.

La materia, che fino a inizio secolo era fatta di superfici curve, diventa prima luce e poi colore. Poi si appiattisce e diventa forma. Ma ancora ci si domanda: è la forma che diventa concetto, o il concetto è già forma e noi si deve semplicemente indovinarlo?

Ritorniamo alla filosofia, e al fatto che io non sono davvero la persona per voi perché per quanto possa avere un’idea di quello di cui sto parlando, io banalizzo concetti e pensieri che sono fluiti nel corso dei secoli e in menti eccelse che, decisamente, non hanno nulla a che fare con me.

La mente è davvero una cosa spettacolare, no? Ha fatto capire all’uomo come usare quella cosa calda e maligna che bruciava l’erba e gli alberi, e che instillava tanta meraviglia e timore. Capire cosa poteva essere fatto con l’aria che usciva dalla bocca in suoni, e poi ha manipolato questi ultimi in sillabe, e parole, e frasi e poi le ha organizzate con ordine e una logica che poteva essere compresa e insegnata e tramandata. Ha reso possibile tradurre in segni quello che era importante raccontare agli altri. Ha reso possibile la caccia, ha migliorato la vita nelle caverne e ha iniziato quello che sarebbe stato, e ancora è, il viaggio più sorprendente e terribile di tutti: quello della razza umana.

Certo, ci ha portato grandi dolori, ma anche grandi bellezze: filosofia, matematica, chimica, fisica, storia … e tutto, tutto quello che nasce dalla mente viene rispecchiato nell’arte.

E così, con il passare dei secoli, l’impulso quasi incontrollabile della mente umana di esprimere sé stessa, ha partorito concetti altissimi e commoventi pezzi di quella che ora noi riassumiamo come “arte”. Essa è passata dalla semplice utilità di “qui ci sono passato prima io” e “così si caccia uno gnù” (e sorvoliamo che non fossero gnù perché la parola mi piace e io non sono comunque una esperta perciò non posso essere accusata di dire falsità, quindi gnù sia), per poi andare a ricercare l’esempio e la consolazione degli Dèi, poi è scivolata a riflettere sulla perfezione di un Dio solo (e sì, prima che vi lamentiate, sto parlando solo dell’arte europea perché già così viene fuori un trattato, figurarsi se mi metto a blaterare di tutto il mondo …). Quindi si è fermata a considerare la Sua più incredibile creatura: l’uomo. Ha raccontato storie di grande coraggio e santità, per ispirare le genti a seguire la via del Bene supremo, e poi si è accorta che anche l’uomo stesso era una meraviglia degna di essere studiata e rappresentata. Dopodiché, soddisfatta la curiosità egocentrica (per quanto sia possibile per l’uomo smettere di essere egocentrico, certo), ha iniziato a ri-guardarsi intorno e a considerare anche il primo miracolo che il suo Creatore aveva lasciato per noi, e ha iniziato a prendere più sul serio quello che in passato era materia dei fisici e dei matematici.

Col passare del tempo, e l’evolversi del pensiero e della scienza, è diventata più di una rappresentazione della realtà ottica, e ha iniziato a porsi domande diverse: dall’esemplificazione fisica dell’oggetto o del concetto mistico, è diventata studio e comunicazione del concetto stesso. Astrazione.

Come lo è stata la matematica fin dall’inizio, tutto sommato, solo che all’arte ci sono voluti pressappoco 35000 anni in più, ma chi li conta quando il risultato è un Fontana?

Sta di fatto, che le varie correnti che hanno seguito questa linea di pensiero esistono e hanno fatto proseliti, e ora si vedono opere informali o giù di là a destra e a manca che poco hanno delle altezze dei loro antenati e molto dell’effimera pesantezza dell’epoca moderna. E non è una brutta cosa, badate bene.

Perché come ho implicato prima, la storia dell’arte non si può leggere disgiunta da quella del pensiero umano e il pensiero umano di adesso è sottile e indistinto per la maggior parte del tempo. Triste, opinione mia, ma difficilmente modificabile a breve.

Ma ritorniamo alla mia banalizzazione della storia della razza umana. Perché ho tediato tutti con questo futile e soggettivo discorso invece di parlare del quadro che è il protagonista di questo testo? Perché sono una vergognosa chiacchierona con una tastiera sotto le dita, ovviamente.

E perché, quando osservo un’opera di Bertelli, non posso fare a meno di vedere nelle sue pennellate e nei suoi soggetti tutto quello che c’è stato prima di lui, e tutto quello che questo per lui significa.

Ho parlato di astrazione. Sì. Io vedo l’idea estrapolare sé stessa dalla materia delle cose, in Bertelli. Vedo la realtà scavare un significato più profondo, nell’idea di loro stesse.

Nel quadro c’è un paesaggio, una sedia, un giornale, un girasole, una finestra che si apre su di un muro e una gabbia.

La gabbia, però, è vuota. E il paesaggio sembra fluire nel muro, e il muro sembra instillare il dubbio che forse, forse, non ci sia solo il muro, dentro quella superficie colorata.

E allora … Un muro è comunque muro se non assomiglia ad una superficie grigia e uniforme? O è muro anche se i colori vi si rincorrono dentro come fossero vivi, ornati di linee che raccontano le storie che il muro ha sperimentato? È la superficie, la cosa che deve essere raccontata, oppure è il passare del tempo, le storie testimoniate da essa, il vero protagonista del racconto?

Il quadro descrive, sì, una realtà. Ma se lo si guarda attentamente, ci si potrebbe chiedere “quale” realtà esso descriva: perché il (chiamiamolo) figurativo diventa astratto, e l’astratto diventa figurativo. È la realtà degli oggetti, allora, quella che racconta la storia del perché l’uccellino non è nella sua gabbia? O è quel muro fatto di colori e linee che lo fa?

L’usignolo che io mi immagino svolazzare nel giardino dietro la sedia che separa le due realtà del quadro assieme a quella spettacolare pianta rampicante grigio-blu che pare dividere, ma allo stesso unire i due piani del quadro, non è forse il vero protagonista? Il quadro racconta forse della sua fuga, con quel muro di astrazione delicata? Oppure narra di tutta la sua vita, del passato libero, e del suo essere alla mercé di fogli di giornale sul fondo di una gabbietta e un uomo seduto su una vecchia sedia di paglia, e semi di girasole che non avranno mai il sapore di quelli rubati mentre si sfreccia nel cielo? E l’uccellino è davvero un usignolo? O è un gufo, o un falco, o un canarino?

Bertelli la racconta così, la libertà. Quella sua, quella del suo soggetto, quella nostra nel vederci ciò che desideriamo.

L’astrazione diventa tempo vissuto, e la materia idee che si estendono ben al di là delle due dimensioni della tela. I muri sono astrazioni in divenire, i colori concetti sussurrati, le forme storie di avventure passate e possibilità future. E quella gabbia, sempre presente e sempre cara, parla di una libertà conquistata a duro prezzo, ma che libertà, e storia con lei, comunque è.

B. P.

A 2/3 del cammin …

… Così ho pensato di riscrivere la Divina Commedia, e oggi son qui a darvene una preview (ovvero: visto che internazionalmente idiota sono?).

A 2/3 del cammin di nostro Premio,

mi ritrovai tra le mani un elenco oscuro

ché il numero primo era smarrito.

Ahi!(…) Quant’è lungo dire è cosa dura

esto Premio selvaggio e aspro e stanco

che nelle dita rinova la paura!

Bello, no?

No?

Va beh. A parte il tentativo di farvi venire un colpo apoplettico e cercare di far girare almeno 3 volte nella tomba le ossa di Dante, siamo davvero a 2/3 della Mostra, e io ho davvero un elenco che mi ci è voluto un secolo e molti discorsi con me stessa sul dovere a 2/3 dall’essere pronto dall’annunciare il vincitore del nostro piccolo concorso collaterale (e il fatto che mio padre abbia avuto pietà di me e mi abbia sollevato di una parte dello scrutinio ne è il più spettacolare testamento).

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Comunque … ho finito le schede che il nostro riverito e adorato pubblico ha consegnato fino a domenica sera (… beh, tecnicamente martedì mattina, dato che gli amici della casa di riposo S.Pio X sono venuti a trovarci allora) e ho pensato che magari potevano interessare a qualcuno i risultati preliminari, giusto … per avere tempo di prepararsi e decidere di venire alla premiazione, invece di mandare qualcun altro …?

Beh. 270 schede, forse più del doppio di votanti? Non tutti hanno fatto le scelte da soli, molti hanno compilato la scheda in coppia o in famiglia, ed eccole qui. ^^

Scelti da voi – Aggiornato a martedì 15 novembre 2016

Quando avrò i risultati finali, vi metto i risultati in ordine di preferenze e annuncerò i vincitori. Se non siete soddisfatti dei risultati, vi suggerisco di venire in incognito (la seconda e la terza volta, la prima non occorre) e di portare tanta compagnia, sempre in incognito, sempre la seconda e la terza volta.

Per questioni di tempo, le votazioni chiuderanno sabato sera, quando io e la mia vasta associazione torneremo a casa dopo aver chiuso la Mostra alle 19:30.

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Verbale giuria 2016

Siori e Siore …

Mel batte Venezia 1600,oo a 0,oo!

Oggi si è svolta la partita del secolo!

 

… No, non avete sbagliato sito.

… NO. Neppure io ho sbagliato sito!

Semplicemente la scelta fatta dal Signor Pittor Busana Isidoro è quella vincente, perchè in effetti questo è quanto: una scelta tra Golia e Davide. E Davide ha vinto come nella più classica e santa delle tradizioni.

… No, non sto neppure descrivendo visioni dovute a funghi allucinogeni: del PRIMO PREMIO del Concorso di quest’anno, è questo di cui sto parlando. … E della lotta sanguinosa che si è svolta per decidere quale quadro presentare al Giudizio divino, ovvero tra una veduta di Venezia e una di Mel.

Marito (ovvero Mel-barra-Davide) ha vinto. Moglie (ovvero Venezia-barra-Golia) ha perso.

Congratulazioni al Marito e a tutti coloro che hanno partecipato (ma soprattutto a quelli che sono elencati qui sotto)!

Ma passiamo all’ufficialità, che se no non mi credete.

 

PRO LOCO CORDIGNANO

con il Patrocinio di:

Regione del Veneto

Provincia di Treviso

Comune di Cordignano

Comitato Pro Loco UNPLI Veneto

Comitato Pro Loco UNPLI Treviso

Consorzio Pro Loco Prealpi

ed il contributo di:

Comune di Cordignano

27° PREMIO NAZIONALE DI PITTURA “PIERO DELLA VALENTINA”

24° PREMIO NAZIONALE DI GRAFICA “COMUNE DI CORDIGNANO”

14° PREMIO NAZIONALE DI ACQUERELLO

 

VERBALE DELLA GIURIA

            Il giorno diciannove del mese di ottobre dell’anno duemilasedici, alle ore 09.00, si è riunita a Cordignano TV presso la sede del concorso, la Commissione Giudicatrice del 27° Premio Nazionale di Pittura “Piero Della Valentina” – 24° Premio Nazionale di Grafica “Comune di Cordignano” – 14° Premio Nazionale di Acquerello composta da:

ANTONELLA ALBAN – Critico d’arte – Belluno

ANTONELLA IOZZO – Critico d’arte – Trento

LORENZO MICHELLI – Critico d’arte – Trieste

 

La Commissione ha visionato i 173 dipinti presentati da altrettanti Autori al 27° Premio Nazionale di Pittura “Piero Della Valentina”.

Dopo attento esame, la Commissione ha selezionato 18 opere ritenute degne di riconoscimento, procedendo all’assegnazione dei premi nel seguente ordine:

1° PREMIO – all’opera n°143 dal titolo “Ricordi” di ISIDORO BUSANA – Mel (BL) – con la seguente motivazione: “Una pittura che costruisce spazio e tempo, dando materia al ricordo e al vissuto e raggiungendo così un alto livello poetico.”

2° PREMIO – all’opera n°123 dal titolo “Interno” di GIAMPIETRO CAVEDON – Marano Vicentino (VI) – con la seguente motivazione: “Racconto lirico che diventa visione scatenando un labirinto di emozioni.”

3° PREMIO – all’opera n°127 dal titolo “Interno giorno” di GIUSEPPE FOCHESATO – Schio (VI) – con la seguente motivazione: “Per aver eternizzato l’attimo e valorizzato la poesia della quotidianità.”

4° PREMIO – ex aequo – alle opere:

n°25 dal titolo “Strada periferica” di CLAUDIO POMPEO – Colfosco (TV) – con la seguente motivazione: “Per aver trasfigurato il rapporto tra uomo e natura con una impostazione tradizionale in chiave contemporanea.”

n°66 dal titolo “Attesa” di SILVIO ZAGO – Cavarzere (VE) – con la seguente motivazione: “Per aver dato movimento alla staticità con linee e gruppi di colore, giocando quindi con una dualità.”

n°82 dal titolo “Casoni in laguna” di MARINA MIAN – San Gaetano (Caorle – VE) – con la seguente motivazione: “L’atmosfera sospesa della laguna viene definita attraverso effetti luminescenti coniugati alla cura per il dettaglio.”

n°86 dal titolo “Inizio del nuovo giorno” di BRUNO CESELIN – Divignano (NO) – con la seguente motivazione: “Per il forte taglio prospettico che ci proietta figure e ombre in controluce, dove l’identità è una dimensione.”

n°150 dal titolo “Gioco di riflessi” di FLAVIA FORLIN – Cison di Valmarino (TV) – con la seguente motivazione: “Per l’eccezionale gioco di trasparenze e sovrapposizioni di piani che creano un elegante frammento di raffinata quotidianità.”

5° PREMIO – ex aequo – alle opere:

n°2 dal titolo “Valdibisenzio” di MARIO ANIELLO – Prato (PO) – con la seguente motivazione: “La costruzione architettonica iperrealistica si fonde per colore e forme al retrostante paesaggio, creando un’unica visione di insieme.”

n°119 dal titolo “Incontri” di ELIO CARNEVALI – Pegognaga (MN) – con la seguente motivazione: “Una verticalità che va oltre i confini reali della tela, giocata con mezze tinte per accentuare l’atmosfera surreale.”

 

TARGA Provincia di Treviso – Premio speciale della Giuria assegnato all’opera n°45 dal titolo “Vespa “Barchetta” anni ‘50” di ANDREA MAZZOLI – Maniago (PN)con la seguente motivazione: “Le stratificazioni cromatiche dello sfondo mettono in primo piano il soggetto, icona del tempo passato.”

 

TARGA Pro Loco Cordignano – Premio speciale della Giuria assegnato all’opera n°40 dal titolo “Fusione naturale” di PIETRO MASI – San Pietro di Feletto (TV)con la seguente motivazione: “Per la ricerca espressiva innovativa, che traduce in modo surreale l’unione tra uomo e donna.”

 

Sono state inoltre segnalate le opere:

n°17 dal titolo “La quiete dopo la grande piena” di GALIA NYDZA – Conegliano (TV)

n°32 dal titolo “Sospiri cromatici” di SONIA MARTINI – Treviso

n°62 dal titolo “Quaderni di viaggio” di NIVE ANOSTINI – Adria (RO)

n°98 dal titolo “Percorsi” di NEVIO CANTON – Fiume Veneto (PN)

n°131 dal titolo “Nella campagna friulana” di VALTER ZARAMELLA – Cordenons (PN)

n°139 “Urlo di dolore” ROSANNA CASAGRANDE – Conegliano (TV)

 

La Commissione ha preso in esame successivamente le 69 opere partecipanti al 14° Premio Nazionale di Acquerello.

1° PREMIO all’opera n°62 dal titolo “Luci” di LAURA PIZZATO – Cordenons (PN) – con la seguente motivazione: “Controllo e rigore per un’opera dal taglio prospettico drammatico.”

2° PREMIO all’opera n°36 dal titolo “Garden party n°1” di SANDRA DI LENARDO – Basagliapenta (UD) – con la seguente motivazione: “Per l’eccezionale tecnica minuziosa e accurata nella resa dei particolari e della profondità.”

 

Sono state inoltre segnalate le opere:

n°10 dal titolo “Sospeso” di ALESSANDRO PETTI – Padova

n°26 dal titolo “Nudo n°1” di ANDREA ZUPPA – Due Carrare (PD)

n°40 dal titolo “Primi colori” di MARIO FACCHIN – Trichiana (BL)

n°49 dal titolo “La stazione di Milano” di SONIA BOMBEN – Porcia (PN)

n°64 dal titolo “Scorcio veneziano 2” di CARLO CELSO – Cappella Maggiore (TV)

 

Della rosa delle opere scelte dalla giuria fanno parte anche:

n°22 dal titolo “Scogliera” di FRANCA SARTOR – Conegliano (TV)

n°61 dal titolo “Neve a Istanbul” di LAURA PIZZATO – Cordenons (PN)

 

La Commissione ha quindi esaminato le 28 opere partecipanti al 24° Premio Nazionale di Grafica “Comune di Cordignano”.

1° PREMIO all’opera n°24 dal titolo “La macchina del tempo” di PIER GIACOMO GALUPPO – Vicenza – con la seguente motivazione: “Per aver saputo cogliere il movimento del tempo attraverso una sovrapposizione di piani e linee che riconducono ad un’idea cosmogonica.”

2° PREMIO all’opera n°1 dal titolo “Ricordi” di GIANNA GIACOMIN – Marcon (VE) – con la seguente motivazione: “La quotidianità diventa icona grazie ad effetti luminosi che enfatizzano l’attimo.”

 

Sono state inoltre segnalate le opere:

n°3 dal titolo “Pausa pranzo” di CESARE BALDASSIN – Cordignano (TV)

n°14 dal titolo “Scorci in miniatura” di GIOVANNI BOTTEGA – San Vendemiano – (TV)

n°21 dal titolo “Nudo femminile” di ANNALISA MARSON – Ghirano di Prata (PN)

n°25 dal titolo “Attacco militare tedesco sulla strada verso Minsk” di TIZIANO TOSCANI – Cordignano (TV)

 

La Giuria esprime grande apprezzamento per la passione e l’impegno dell’organizzazione e per l’alta qualità delle opere partecipanti.

 

La Commissione Giudicatrice chiude i lavori alle ore 12.00.

Letto, approvato e sottoscritto.

 

ANTONELLA ALBAN

ANTONELLA IOZZO

LORENZO MICHELLI

Cordignano, 19 ottobre 2016

 

Pitta, acquarellata e graffiata

copertina

E alla fine eccoci qui!

Pittura, acquerello e grafica tutti per voi!

Bando di Concorso 2016

Da domenica pomeriggio inizierò a inviare le mail con i bandi e lo farò in ordine alfabetico, intanto però ho pensato di darvi la possibilità di controllare tutto quello che è cambiato nel Premio dall’anno scorso (ovvero il verso del bando =_O) mentre io lavoro non per voi.

E dato che so che siete pigri, come al solito vi inserisco anche la scheda di partecipazione come allegato a parte.

Scheda

Nota di servizio: quest’anno ho deciso di fare la persona intelligente e sfruttare i mezzi a mia disposizione, quindi avviserò in faccia blu quando inizierò a spedire e a chi. ERGO … se per caso non arriva nulla, mandatemi un segnale di soccorso stile Lost (senza drammi annessi, grazie)

Grazie e a domani!

Baci

Ljn

Buona Pasqua!

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La settimana scorsa non ho postato, vero. Il commercialista mi ha fatto ritardare, e poi con quello che è successo … beh, non avevo molta voglia di fingere che il mondo fosse bello e felice e BUONO.

Questa settimana invece è tempo di Resurrezione, perciò eccomi qui a farvi gli auguri.

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A nome della Pro Loco Cordignano, che in questo momento sta quasi tutta a fare la ninna a casa con me, auguro una Buona, buonissima Pasqua a tutti gli esseri senzienti che meritano la vita dopo la morte che Dio ci ha promesso, e una vita bella prima di questa (cosa che non è indispensabile per la Chiesa -apparentemente- ma che lo è per me, non so se condividete il sentimento).

A tutti gli altri auguro che un po’ di buon senso e soprattutto BENE gli si conficchi nei crani bacati che impestano col loro marciume questo bel mondo già stranello di suo. Quando impareremo che la tolleranza e la conoscenza sono i mezzi migliori per “vincere” il proprio “nemico”, il mondo di cui sopra smetterà di essere una visione utopica di qualche anima innocente e diventerà tale anche di fatto. O almeno vi si avvicinerà di più, ecco.

Io sarò già, dal canto mio, a chiacchierare con Cristo da un paio di secoli (dopo alcune centinaia d’anni in Purgatorio), ma questi sono dettagli. E Star Treck è sempre là ad ammiccare con la sua insegna “Benvenuti ad Utopia” appena oltre la linea dell’orizzonte.

L’augurio è comunque sincero.

 

Buona Pasqua.

 

PS: nota a margine. I pitussi, come gli agnelli dell’anno scorso, non sono da intendersi come una istigazione a delinquere anti-animalista. Per quanto riguarda l’altra immagine, sebbene non ricordi dove l’ho casualmente pescata, assicuro il popolo tutto che è una istantanea vecchia di 2000 anni che viene dalla Palestina. Praticamente una reliquia (e la vera prova -se mai ne dovesse essere necessaria una in più- che la sottoscritta non dovrebbe davvero scrivere nulla a queste ore da vampiro e sotto l’influenza di una giornata massacrante condita da costrizione alla tolleranza verso l’umanità. Ma voi vi amo tutti.)

Con Uova di cioccolato al 90%

Ljn

Secondo divertimento: ok

Bene, bene, bene.

Avevo detto di non abituarvi agli aggiornamenti ravvicinati? E allora TIE’.

Eccovi un aggiornamento ravvicinato.

Sabato non ha piovuto.

U.U

Ebbene sì. Ho aperto il browser, selezionato la pagina del sito della Pro Loco, ho inserito le mie credenziali di accesso per amministrare il sito a quello spione di wordpress e poi aperto un nuovo post solo per annunciare al mondo che “Sabato non ha piovuto.”

… Che poi non conta nulla il fatto che ho una amorevole “app” (ora si chiamano così pure i software, quindi suppungo non sia un termine così sbagliato, e poi fa trendy chiamarla tale) che lo fa per me. L’importante è il pensiero, e io ho pensierato tanto su questo pensiero (circa 3 e dico TRE secondi, che credete!)

Resta il fatto che ora sono qui ad annunciare l’insospettabile e incredibile verità del fatto che lunedì so che tempo ha fatto sabato. In barba a tutti i metereologici veggenti.

Oltre alla sconvolgente rivelazione, con questo farfugliante e assolutamente inutile post volevo salutare e ringraziare Coloro che due giorni fa hanno chiesto di me (fantasma del Loco che scrive e farnetica e manda mail in giro e poi a teatro deve prendere ferie per esserci e quindi non lo fa) aspettandosi di trovarmi con i moltiplicantesi piccoli villici associati a me medesima, e tutti quelli che sono andati a teatro non per me ma per vedere LORO, il Teatro dei Curiosi, che mi è stato detto hanno avuto un gran successo e sono stati davvero molto, molto bravi. Magari “Nesuno xè perfeto”, e magari di tacchini con le piume ancora attaccate non se ne vedono più tanti in giro, ma i Curiosi sono andati ad investigare queste due affermazioni piuttosto scrupolosamente e ne hanno tirato fuori qualcosa di degno di essere visto e gustato.

Grazie quindi ad attori, fantasmi dell’opera vari che hanno gestito nell’ombra lo spettacolo (no, non mi sto auto-ringraziando …), e spettatori.

PS: Ho già una visione riguardante il dover imbastire qualche altra insulsaggine orgogliosa e compiaciuta e originalmente diversa anche lunedì prossimo, quindi vedete di continuare così, che se no mi manca la materia prima.