Aprile dolce dormire.

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Rappresentazione sintetica della Pro Loco Cordignano. Interno giorno.

Appena chiusa la stagione teatrale, con solo i conti da sistemare e da aggiornare, si potrebbe pensare che il lavoro della Pro Loco possa andare in un tardivo letargo, fino al risveglio (estivo, ché tanto la primavera oramai è passata di moda, via) salutato da palloncini e libri. E invece no.

Il lavoro della Pro Loco non finisce mai. Siamo come la Posta o l’ufficio delle Entrate.

… O un raffreddore davvero persistente, ecco. Ma cominciamo dal principio.

La Stagione Teatrale di marzo, per l’associazione, comincia a dicembre, quando ancora dobbiamo liberarci degli ultimi strascichi della Mostra di Pittura.

Le quattro serate dedicate da oramai decenni al Teatro sono sempre un successo gestito dai soliti ignoti che, quest’anno, si sono arricchiti di due nuove reclute, arrivando al folle numero di tre (quattro se si conta anche chi scrive e opera nell’ombra, cinque se si conta il presidente, sei se si conta colui che segue le compagnie nell’allestimento).

La scelta delle commedie da presentare si basa su due principi cardine: che siano divertenti, e che le compagnie siano libere a marzo. Da lì, è sufficiente riassumere le trame delle commedie, parlare col grafico, controllare le bozze, pubblicizzare l’evento e poi attendere il mese di inizio della primavera. E come al solito essere ripagati degli amanti del teatro, che giungono sempre numerosi alla stagione. Tasse, conti e burocrazia scorrono di pari passo e, ora che la stagione è passata, ci lasciano soli a pensare al prossimo appuntamento con loro.

Nel frattempo, l’organizzazione del Lancio dei Palloncini di fine giugno ci occuperà un mesetto, tra una cosa e l’altra; le ferie poi, queste sconosciute, si presenteranno per un paio di settimane nel nostro calendario, per essere inghiottite di nuovo ad agosto dal Premio di Pittura, che vedrà la luce in novembre ma che deve superare burocrazia varia, tantissimo lavoro d’ufficio e ancora di più pazienza e lavoro di ricerca (di pittori nuovi, di critici vecchi -o giovani, non siamo così tanto schizzinosi-, di premi acquisto, di sostenitori, di … tutto, ecco). Volontari previsti per farlo? Due. Poi l’allestimento, l’accettazione, il concorso e la mostra (e la strada al contrario) ci riporteranno a dicembre con il dilemma teatrale dell’anno a venire.

E ritorniamo al principio. Aprile, dolce dormire.

O forse no?

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Ljn (o quasi).

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