Venite e Guardate (26° edizione!)

“ La passione mantiene giovani.”

Chi lo disse stava probabilmente parlando di altro, ma questa affermazione si adatta perfettamente anche a coloro che da più di quarant’anni amano appassionatamente, a Cordignano, una delle forme di comunicazione più sublimi: l’Arte.

“L’arte appartiene alla categoria del linguaggio, quindi ogni opera, quadro o disegno, è una parola, la comunicazione di un pensiero, di un modo di concepire la vita che può essere diverso da persona a persona. Non è quindi assolutamente oggetto di arredamento, gingillo o “cosa” che riempia uno spazio nella stanza, ma è un fattore spirituale che può essere un “urlo” oppure un sussurro dolce, una parola amabile e tranquilla; è sempre una realtà che suscita emozione ma anche che comunica un pensiero e che esprime un mondo interiore. Parlare di opere d’arte, diceva Balthus, è tempo perso. Quando i critici gli chiedevano di parlare delle sue opere, lui rispondeva “Venite e guardate” poiché era convinto che su un’opera d’arte si potessero dire mille parole senza riuscire a presentarne l’essenza e la bellezza. Quindi bisogna porsi davanti al quadro con uno stato d’animo aperto e rispettoso, senza pregiudizi e precomprensioni di sorta.”

Questo è quello che mi ha detto Don Giacomo Raccanelli nel 2006, quando in preda al panico gli ho chiesto cosa avrei potuto scrivere nell’articolo sulla Mostra di Pittura di Cordignano, cosa nuova per la “me” di allora.

Certo. Nella Mostra e nel Premio che la crea, ero vissuta fin da piccola. Il mio tempo era diviso tra Giugno, con i vassoi che sfidavano il mio senso dell’equilibrio a battere la gravità, e Ottobre, quando mi trovavo a scappare dagli scorpioni e i ragni mostruosi che nelle stanze di Villa Brandolini da un anno all’altro proliferavano come conigli.

L’arte è sempre stata una compagna, una normalità. In vacanza i miei mi portavano a veder città, e i musei silenziosi e vuoti mi sono sempre piaciuti di più delle montagne piene di insetti e delle spiagge che portavano sudore e scottature. Ma non mi era mai passato per l’anticamera del cervello che un giorno, mi sarei trovata a presentare una Mostra. Anche se è LA Mostra.

Perciò ero là, terrorizzata, e in qualche modo, le parole sagge di Don Giacomo mi hanno sconvolto ancora di più.

Perché mi sono resa conto che di arte davvero non sapevo nulla e non avevo capito davvero niente di tutta la faccenda che mi stavo accingendo a commentare. Così, al tempo, ho preso carta e penna, e ho trascritto parola per parola quello che l’intimidatoria sapienza del pozzo di conoscenza conosciuto come Don Giacomo Raccanelli mi stava dispensando, perché credetemi quando vi dico che conoscere un appassionato d’arte è l’esperienza più emozionante e sconvolgente che una persona possa fare prima di amarla anch’egli.

Ora, a nove anni di distanza, non pretendo di comprendere l’arte di più, però una cosa l’ho capita. Un quadro è più delle forme che vi sono tracciate sopra, più del colore e più del soggetto. Un quadro è una finestra che permette di curiosare nella psiche di un’altra persona e, per simpatia anche in angoli nascosti di noi che fino a quel momento noi stessi non abbiamo saputo esistessero. È una riflessione. Una opportunità di conoscenza, un dono raro che consapevolmente o meno l’artista ci sta concedendo.

Per questo, la Mostra di Pittura è così importante. Per questo anche questa edizione si sta svolgendo, e per questo già appena due giorni dopo averla aperta così tanti visitatori sono venuti a vederla, e sono tornati per vederla di nuovo.

Perché un’opera d’arte non è mai uguale a se stessa. Un giorno il paesaggio che stai guardando sarà solo un paesaggio grazioso, con bei colori e una buona composizione, mentre il giorno dopo quello stesso paesaggio sarà un incubo, oppure la visione del paradiso. Un’opera d’arte non ha bisogno di essere interattiva, per poter comunicare con colui che la sta osservando. Perché come diceva Balthus è già comunicazione lei stessa. E la comunicazione implicitamente sottintende che ci siano un messaggio e un ricevente.

E allora siate il ricevente di questa nostra comunicazione affascinante, e portatela a casa con voi, e diffondetela quanto più possibile. Non ve ne pentirete, come non me ne sono pentita io.

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