Teatro Teatro

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27 anni e marzo è ancora qui pronto ad essere intrattenuto dalla Stagione Teatrale che la Pro Loco Cordignano organizza per il mese che segna il primo passaggio di stagione.

27 anni, 4 o 5 serate l’anno, e le commedie mai viste sono ancora un mondo di possibilità, e quelle già assaporate sono luoghi che si ritorna a visitare con affetto.

Un successo, Cordignano a Teatro che si ripete puntuale, che appassiona e che porta gioia al pubblico fedele e a quello curioso, e che spinge l’organizzazione a riaprire gli archivi stracolmi di storie vecchie e nuove, rituffandosi nella scelta migliore da offrire con infinita cura e gioia, anno dopo anno.

Quest’anno si parte (sabato 7 marzo) con un classico, che non abbiamo mai visto nel Teatro di Cordignano. “La bottega del caffè” è una commedia in due atti dell’intramontabile Goldoni, portata in scena da TeatroRoncade, associazione che promuove la sacra arte tra le folle di timidi profani. Racconta le storie che si intrecciano in una piazzetta veneziana e che ruotano attorno alla bottega del caffè che vi trova dimora. Nel presentarci i suoi abitanti, Goldoni ci regalerà uno scorcio di realtà e, ancora una volta, ci farà sorridere di loro e di noi stessi con la leggerezza della sua profonda conoscenza dell’essere umano.

Il secondo sabato (14 marzo) vedrà le luci puntate su “Forsi che sì … forsi che no”, testo la cui idea originale si deve a Cristopher Durang e che è stato meditato e rielaborato da Riccardo Fortuna della compagnia teatrale Il Gabbiano, che ne segue anche la regia. Il tema trattato è serio, ma viene riletto con fare leggero e ironico dal commediografo che presenta una spassosa e irriverente satira della psicoanalisi e della società, dove l’amore si rincorre creando confusione e i protagonisti prendono la decisione più logica di tutte: rivolgersi ad un professionista. O due, nel nostro caso. Psicanalisti che si rivelano ahimè a loro volta umani, facendosi trascinare nel turbine di “io amo lui, lui ama lei, lei ama …” che ha messo in difficoltà i loro pazienti.

Allo scoccare della primavera (21 marzo) la scena si apre in un contesto totalmente diverso, eppure piuttosto simile. Una riflessione pure questa, su un tema che la società di oggi si trova ad affrontare con triste regolarità. “Xe rivà eà badante” parla di vecchiaia e solitudine, e del disagio di veder interrotte le proprie abitudini. Allo stesso tempo, la commedia di Elsa Marchiori recitata da Teatropercaso, parla della riscoperta della gioia e della socializzazione, e di quanto il più insignificante fatto possa illuminare delle giornate che non si sapeva neppure fossero grigie.

Il Teatro Instabile di Creazzo, infine, il 28 marzo ci regalerà la rappresentazione di un testo di Armando Carrara: “Done e guai no manca mai”, che affonda le radici nella trama di ‘Na Santarella di Scarpetta, nonostante la riscrittura risulti alleggerita dei modi fine-ottocenteschi. È una commedia nella commedia, in cui il protagonista porta avanti una doppia vita perfettamente bilanciata nella sua estrosa e divertente dicotomia, almeno fino a quando qualcosa non ne interrompe la pace.

 

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